Navigazione

Prezzari opere pubbliche 2026: la Legge di Bilancio introduce un prezzario nazionale e un osservatorio permanente

La nuova Manovra disegna un quadro più uniforme per i costi delle opere pubbliche e strumenti di monitoraggio per sostenere trasparenza e sostenibilità

immagine in evidenza

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199 del 30 dicembre 2025), pubblicata in Gazzetta Ufficiale, contiene novità rilevanti per il settore delle opere pubbliche, con impatti significativi sulla disciplina dei prezzari usati per la determinazione dei costi nei contratti di lavori pubblici. 

Prezzario nazionale: un riferimento tecnico comune

Tra le principali misure introdotte dalla Manovra c’è la creazione di un prezzario nazionale dei lavori pubblici, destinato a diventare uno strumento di riferimento tecnico uniforme pur senza sostituire – né rendere obbligatori – i prezzari regionali esistenti. 

Il prezzario nazionale dovrà essere adottato entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, quindi entro la fine di giugno 2026, tramite decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, previo parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie Locali. 

L’obiettivo è offrire un riferimento tecnico comune per la definizione dei prezzi di prodotti, attrezzature e lavorazioni, contribuendo a ridurre disomogeneità territoriali e oscillazioni ingiustificate nei listini utilizzati dalle stazioni appaltanti. 

Osservatorio sui prezzari delle opere pubbliche

La legge prevede anche l’istituzione di un Osservatorio presso il MIT con il compito di monitorare costantemente i prezzi dei materiali, delle attrezzature e delle lavorazioni. Questo organismo avrà un ruolo chiave non solo nell’elaborazione del prezzario nazionale, ma anche nel monitoraggio dei prezzari regionali e speciali, nell’analisi dei dati di mercato e nella promozione della congruità dei prezzi nei contratti pubblici

Obiettivi di trasparenza, equilibrio economico e sostenibilità

Secondo gli operatori del settore, la nuova disciplina punta a favorire più trasparenza e coerenza nell’adeguamento dei prezzi, oltre che a migliorare la gestione degli extra costi legati al caro materiali, fenomeno che ha interessato numerosi cantieri negli ultimi anni. 

Il prezzario nazionale è pensato come strumento di supporto ai prezzari regionali e speciali e non come loro sostituto, definendo anche possibili soglie di variazione territoriale e criteri per giustificare scostamenti motivati da condizioni operative specifiche. 

Uno sguardo al settore

La riforma dei prezzari è stata accolta come una misura di coordinamento necessario tra esigenze di controllo dei costi, equilibrio economico dei contratti e capacità delle imprese di affrontare fluttuazioni significative dei prezzi delle materie prime. L’introduzione del prezzario nazionale e dell’Osservatorio potrebbe rappresentare un passo importante verso un sistema di opere pubbliche più efficiente, trasparente e sostenibile nel medio-lungo periodo.

Iscriviti gratuitamente e amplia il tuo bagaglio di conoscenze! Iscriviti al convegno

Dettagli

26/01/2026

Condividi via

News correlate

Superbonus: quanti risparmi hanno generato gli impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo installati?

mar 23 gennaio 2024

Il dato di stima, assente dal Report Enea, è stato chiesto a Pichetto con un'interrogazione del M5S alla Camera. Il...

immagine in evidenza

A settembre ripiega il mercato della progettazione: -26,6% in numero e -56,6% in valore su agosto

gio 20 ottobre 2022

Dopo i picchi estivi a settembre flessione fisiologica del mercato della progettazione: infatti le gare sono state 234 per un...

immagine in evidenza

Istanze VIA, dal 1° febbraio presentabili in modalità telematica

gio 01 febbraio 2024

L’invio delle istanze potrà avvenire comunque, fino al 30 aprile 2024, anche a mezzo posta/brevi manu e/o PEC

immagine in evidenza
Scoprile tutte